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Catania 14 Febbraio 2000


 

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1.JPG Incisioni e disegni

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Bronzi

Fanciulla etrusca in Argento.JPG

Medaglie

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Particolari Porte Duomo di Orvieto

FERNANDO BOTERO

La sua prima opera conosciuta è un acquerello raffigurante un torero

di Vera Ambra

 

 

Nasce il 19 aprile 1932 a Medellin in Colombia.

Negli anni della fanciullezza frequenta la scuola elementare e prosegue gli studi alla scuola secondaria dei gesuiti a Medellin.

A 12 anni suo zio lo iscrive a una scuola per toreri dove rimarrà per due anni.

La sua prima opera conosciuta è un acquerello raffigurante un torero.

A 16 anni disegna le illustrazioni per i supplementi di “El Colombiano” il giornale più importante di Medellin. È nel 1948 che espone per la prima volta nella sua città natale.

Un suo articolo su Picasso e il non conformismo nell’arte gli provoca l’espulsione dal collegio dei gesuiti. Entra al Liceo San José a Marinilla e nel 1950 porta a termine gli studi.

Solo nel 1952 si trasferisce a Bogotà.

Frequentando il caffè Automatica conosce alcuni personaggi dell’avanguardia colombiana, tra cui lo scrittore Jorge Zalamea grande amico di Garcìa Lorca. Le discussioni dei giovani pittori che frequentano il caffè hanno come argomento principale l’arte astratta.

In agosto, con il quadro Sulla costa vince il secondo premio al IX Salone degli Artisti Colombiani che si tiene alla Biblioteca Nazionale di Bogotà.

Ormai ventenne, parte per l’Europa raggiungendo la Spagna. È dapprima a Barcellona e in seguito a Madrid dove si iscrive all’Accademia San Fernando e dove viene a conoscenza dei grandi del Prado: Velazquez e Goya, ma anche Tiziano e Tintoretto.

 

Dopo un anno si trasferisce a Parigi. L’arte moderna non lo attrae; è disilluso dall’avanguardia francese, che tanto lo aveva affascinato in Colombia. Passa la maggior parte del suo tempo al Louvre, studiando i quadri dei maestri antichi.

Alla fine dell’estate del ‘53, raggiunge l’Italia e, arrivato a Firenze, entra all’Accademia San Marco; lavora come un artista del Rinascimento, copiando Giotto e Andrea del Castagno; si reca ad Arezzo a vedere i dipinti di Piero della Francesca, poi a Siena, a Venezia, a Ravenna e in altri centri artistici del nord Italia.

I saggi di Berenson e le lezioni di Roberto Longhi aumentano il suo entusiasmo per l’arte del Rinascimento.

Sono nel marzo del 1955 Botero rientra a Bogotà con venti nuovi lavori realizzati durante il suo soggiorno in Italia. L’esposizione che organizza due mesi dopo nella Biblioteca Nazionale con le opere fiorentine però non ha successo: i critici, sensibili soltanto alle tendenze artistiche predominanti nelle gallerie di Parigi, reagiscono con giudizi molto severi.
A dicembre sposa Gloria Zea.

All’inizio del 1956 gli sposi si recano a Città del Messico, dove nasce il loro primo figlio, Fernando.

Qui Botero, influenzato dai murales messicani, scopre le possibilità di espandere e dilatare il volume delle forme: ne è un esempio Natura morta con mandolino.

L’anno successivo si sposta a Washington, negli Stati Uniti. Visita i musei di New York e scopre il mondo dell’espressionismo astratto. A maggio ritorna a Bogotà dove ad ottobre, al X Salone Colombiano, riceve il secondo premio per l’opera Contrappunto.

Nel 1958 nasce la sua seconda figlia, Lina e Botero. Ormai ventiseienne, è nominato professore di pittura all’Accademia d’Arte di Bogotà e va affermandosi come il più importante tra i giovani artisti colombiani.

All’XI Salone vince il primo premio presentando il suo miglior dipinto fino a quel momento realizzato: Alcova nuziale, omaggio a Mantegna, libera interpretazione dei famosi affreschi nel palazzo Ducale a Mantova.

Al XII Salone Colombiano (1959) presenta Apoteosi di Ramon Moyas, campione nazionale di ciclismo.
Nello stesso anno vince il premio Guggenheim International e partecipa, con Enrique Obregon ed Eduardo Ramirez Villamizare, alla V Biennale di San Paolo del Brasile in rappresentanza del suo paese.

 

A Bogotà nasce il suo terzo figlio Juan Carlos. È il 1960 lo stesso anno in cui oltre che diventare nuovamente padre una giuria esperta lo nomina rappresentante della Colombia nella II Biennale del Messico.

In seguito lascia nuovamente il suo paese per trasferirsi a New York e si separa dalla moglie Gloria Zea.

Tra il 1961 e il 1963 il MoMA acquista la prima versione di Monna Lisa a 12 anni, unica opera figurativa presente nelle collezioni dell’artista. L’anno successivo The Contemporaries, prima sua opera esposta in una galleria di New York, viene severamente criticata.

Nel 1963, mentre la Monna Lisa di Leonardo è esposta al Metropolitan Museum, il MoMA espone la Monna Lisa a 12 anni di Botero.

Successivamente sposa Cecilia Zambrano e con il dipinto Mele vince il secondo premio al Salone Intercol dei Giovani Artisti allestito al Museo di Arte Moderna di Bogotà.

 

Lo stile plastico di Botero, ormai completamente maturo, emerge per la prima volta in La famiglia Pinzon. Dai toni compatti fatti di pennellate precise ed eleganti, passa a usare colori delicati con intento decorativo. L’artista si sente attratto da Rubens.

Dal 1966 al 1969 trascorre questi anni tra la Colombia, New York e l’Europa. È in questo momento che si sente attratto da Manet, di cui interpreta ripetutamente, a modo suo, il famoso Djeuner sur l’herbe; ma anche Bonnard lo affascina con i suoi quadri che ritraggono donne al bagno.

A New York, nel 1970, nasce Pedro, l’ultimo figlio.

Fino al 1973 divide questo periodo tra Parigi, Bogotà e New York e, dopo tredici anni, l’artista lascia New York e si trasferisce a Parigi dove inizia a realizzare le sue prime sculture.

Nel 1975 realizza due virtuose parafrasi dedicate a Rigaud e Caravaggio: Ritratto di Luigi XIV e Alof di Vignancourt.

Il figlio Pedro, di quattro anni, muore in un incidente stradale in cui lo stesso Botero rimane ferito. Dopo l’incidente Pedro diviene il soggetto di molti disegni, dipinti e sculture.

Si separa da Cecilia Zambrano e tra il 1976 e il 1977 si dedica quasi esclusivamente alla scultura riproducendo i soggetti più svariati: un grande torso, gatti, serpi, una caffettiera gigante.

Nel 1977 viene inaugurata la sala Pedro Botero al Museo Zea di Medellin con la donazione di sedici opere in memoria del figlio scomparso.

Dopo l’intenso impegno nella scultura, Botero ricomincia a dipingere. Mostre retrospettive si svolgono in Belgio, Norvegia, Svezia e Stati Uniti.

 

 

Il Metropolitan Museum acquista nel 1983 Danza in Colombia. Da quest’anno in poi l’artista si stabilisce durante il periodo estivo a Pietrasanta, in Toscana, dove lavora le sue sculture nelle fonderie del luogo.

Tra il 1984-1985 dona alcune sculture al Museo di Antioquia di Medellin e 18 dipinti al Museo Nazionale di Bogotà fino a quando non decide di dedicarsi quasi esclusivamente a scene di corride e di tauromachia, argomenti di cui è appassionato sin da bambino anche perché in Colombia la corrida è importante come in Spagna.

Dal 1986 in poi gli vengono dedicati allestimenti di numerose mostre di pittura e scultura in tutto il mondo.

Tra il 1993e il 1995 a Pietrasanta, nella restaurata chiesa della Misericordia, Botero esegue due grandi affreschi: La porta del Paradiso e La porta dell’Inferno.

Continuano le sue mostre in tutto il mondo. L’artista espone i più recenti dipinti a olio alla galleria Marlborough di New York. Si susseguono poi tra il ‘96 ed il ‘98 importanti mostre in Europa (Svizzera e Italia), negli Stati Uniti, in America Latina ed in Medio Oriente

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