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parte seconda

Suonava il piano, scriveva e gli piaceva recitare

 

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Duane Hanson era nato il 17 gennaio 1925 ad Alexandria (Minnesota), nel Midwest americano. I suoi genitori, Agnes Nelson e Dewey O. Hanson, erano svedesi immigrati in America. Gestivano un caseificio rurale, e Duane era cresciuto in un'atmosfera protettiva e amorevole all'interno di un sistema di valori tipicamente americani. Quando Duane aveva cinque anni la famiglia si trasferì a Parkers Prairie, una cittadina di settecento abitanti, nessuno dei quali aveva un qualsiasi interesse per l'arte a parte Duane. "Immagino di essere stato l'unico eccentrico dei dintorni", ricorderà più tardi l'artista. Duane era costantemente occupato a dipingere, scolpire e modellare, e i suoi amici e allievi nella scuola del paese traevano vantaggio dai suoi molti interessi e indubbi talenti. Suonava il piano, scriveva opere per il teatro e racconti, e gli piaceva recitare.

   Si dice che a Parkers Prairie fosse disponibile un solo libro d'arte e che di esso Hanson amasse in modo particolare le riproduzioni dei ritratti degli inglesi Thomas Gainsborough e Sir Joshua Reynolds, quest'ultimo pittore di corte nonché ritrattista ufficiale dell'aristocrazia del Settecento. Più volte Hanson prese a prestito questo libro nella biblioteca locale e la sua prima creazione artistica si basò infatti su un famoso dipinto di Gainsborough. supermarketshopper_p.JPG (69649 byte)Duane scolpì in legno The Blue Boy (Il ragazzo in azzurro) dipinto da Gainsborough nel 1770. Tradusse l'immagine bidimensionale in una scultura tridimensionale e poi la dipinse come nel quadro, aggiungendo inizialmente un cappello nella mano destra.

   All'epoca Duane aveva tredici anni. Cinque anni dopo, non fu una sorpresa per nessuno che decidesse di studiare arte. Si era nel 1943, in piena seconda guerra mondiale, quando tutti venivano arruolati nell'esercito, ma Duane era stato dichiarato inabile a causa delle sue allergie. Si iscrisse al Luthor College di Decorah (Iowa) e l'anno successivo passò alla facoltà d'arte dell'Università di Washington a Seattle. Gli piaceva discutere con il vecchio scultore Dudley Carter, che scolpiva a colpi d'ascia, e da lui apprese moltissimo anche se non ne amava lo stile rude.

   Seattle era però molto lontana da casa e durante la guerra non era facile viaggiare. Dopo un anno e mezzo Duane tornò nel Minnesota e si iscrisse al Macalester College di St Paul. Nel giugno 1946 si diplomò in lettere. Questo periodo nel Minnesota fu particolarmente stimolante per Duane Hanson perché conobbe Alonzo Hauser e John Rood, due scultori piuttosto famosi in quegli anni, con i quali intrecciò un'amicizia destinata a durare nel tempo.

   Molto importanti per lui furono le proficue discussioni teoriche avute con Rood, le cui figure scolpite lo avevano profondamente colpito. L'apprezzamento del suo lavoro da parte di questi due amici lo spinse a iscriversi alla famosa Cranbrook Academy of Art di Bloomfield Hills (Michigan) per concentrarsi sulla scultura. Bloomfield Hills era una piccola città a una trentina di chilometri da Detroit, ma la sua accademia d'arte godeva di una straordinaria reputazione.

   La maggior parte degli edifici in cui aveva sede era stata progettata da Eliel Saarinen, noto sia per le sue forme storicizzanti sia per il modo felice in cui sapeva integrare l'architettura nel paesaggio, oltre che per essere il padre dell'ancora più famoso architetto e designer finlandese Eero Saarinen. Alla fine degli anni trenta insegnavano alla Cranbrook i designer Charles Eames e Harry Bertoia, che insieme ad altri artisti impartirono un carattere molto speciale a questa istituzione che era insieme accademia, centro di ricerca, colonia di artisti e museo. Il sistema d'insegnamento, non prevedendo né classi né voti, garantiva la massima libertà e un contatto diretto con i professori - i "maestri artisti" - e ciò si ripercosse positivamente sui pochi studenti accuratamente selezionati.

   Alla Cranbrook Hanson conobbe anche lo scultore svedese Carl Milles, che già godeva di fama internazionale grazie soprattutto ai suoi bronzi monumentali. Milles era responsabile del settore scultura della Cranbrook e dedicò parecchio tempo a Hanson. Fra i due esisteva una stima reciproca.

   "L'apprezzamento di Milles significava molto per me. Amavo il suo lavoro, e lo amo tuttora, ma credo che non fosse fatto per me." Sebbene all'epoca fosse di moda l'astrazione, le poche opere di Hanson risalenti a quel periodo e oggi sopravvissute sono di tipo figurativo, ma riflettono chiaramente la ricerca di uno stile, attraverso tentativi in ogni direzione dall'astrazione al realismo. Lo stesso Hanson ha affermato: "Provavo a fare delle opere astratte, ma poi ci mettevo sempre dentro un pezzetto di braccio o di naso. Non sono mai riuscito a fare qualcosa di non figurativo."

   Nel 1951 Hanson conseguì il Master of Fine Arts alla Cranbrook. Si sposò con una giovane e ambiziosa cantante d'opera, Janice Roche; per breve tempo insegnò arte alla Edgewood High School di Greenwich (Connecticut) e successivamente alla Wilton Junior High School di Wilton.

   La sua prima mostra personale ebbe luogo già nel 1952, presso la Wilton Gallery, ma Hanson era profondamente scontento delle proprie creazioni. Da una parte era alla ricerca di un proprio stile personale, ma dall'altra voleva conquistare prima possibile le gallerie di New York quale esponente dell'espressionismo astratto, corrente diffusa all'epoca.

   Era un obiettivo praticabile, ma dal punto di vista artistico era frustrante e deprimente, perché tutti i tentativi di Hanson di esprimersi in quello stile fallivano miseramente. Non riusciva a trovare la sua strada come artista, ma aveva la vaga idea che forse l'Europa gli avrebbe fornito qualche stimolo.

   Perché non cercare un posto d'insegnante presso una scuola americana in Europa, in una di quelle città dove c'erano contingenti di soldati americani? Questa idea diventò realtà nel 1953. Trovò lavoro a Monaco, dove insegnò per i quattro anni successivi in scuole affiliate all'esercito americano. "Ho realizzato qualche pezzo formalista, delle creazioni esteticamente riuscite, in pietra, legno e argilla, persino delle opere in metallo saldato e qualche dipinto. Ma non ho mai perseverato in nessuno di questi generi, e nemmeno ho tentato di sviluppare la mia ricerca. Tutto finiva sempre nel decorativo."

   Artisticamente si trovava dunque ancora in una fase di ristagno, ma in questo periodo scoprì i musei tedeschi che venivano allora ricostruiti o che, come la Haus der Kunst di Monaco, erano sopravvissuti alla guerra. A questo punto il caso intervenne a cambiare la sua vita. Nel 1957 Hanson fu trasferito a Bremerhaven, con un incarico di tre anni presso la scuola militare della città. Nel 1958 espose diverse nuove opere alla Galerie Netzel di Worpswede e probabilmente nello stesso periodo fece la conoscenza di George Grygo. Grygo era uno scultore, non molto famoso, ma abbastanza bravo da aver appena ottenuto un incarico per sculture destinate agli spazi pubblici di varie città distrutte dalla guerra. Duane Hanson rimase molto colpito, non dall'incarico ricevuto da Grygo e neanche dal modo in cui lo scultore lavorava, ma dai materiali di cui si serviva: resina poliestere e fibra di vetro. Duane Hanson era affascinato dalle possibilità offerte da questi materiali.

   Quando nel 1961 tornò negli Stati Uniti per insegnare all'Oglethorpe College di Atlanta (Georgia), Hanson cominciò a lavorare con la resina poliestere. In America non conosceva nessun artista che si servisse di questo materiale, ma intuiva che gli sarebbe stato prezioso per instillare vitalità nella propria arte, solo che non sapeva bene quale soggetto potesse racchiudere quell'energia e quella forza di espressione che tanto disperatamente voleva infondere nelle sue opere. traveler.gif (44612 byte)

   Ogni sua creazione, anche quelle realizzate in collaborazione con vari architetti, era da lui giudicata in modo molto autocritico, come nient'altro che un esercizio stilistico di routine; un rilievo eseguito per un edificio era da lui considerato una pura e semplice decorazione. Duane restò in Georgia per cinque anni. Non fu un periodo facile per lui, né come artista né come uomo. Il movimento per i diritti civili degli anni sessanta, la tensione politica, le sommosse, la generale scontentezza e la violenza brutale nelle strade d'America erano sentiti fortemente nel sud, e ancora di più da Hanson, originario del nord. Il suo conflitto personale consisteva nel fatto che, in quanto artista, voleva fare qualcosa riguardo all'atmosfera che si era creata, smantellare la mostruosa ipocrisia e la segregazione ancora fortemente radicata nella società, ma non trovava il modo di esprimere il proprio senso della giustizia.

   Cosa lo animasse risultava evidente in diverse opere di questo periodo (in gran parte oggi non più esistenti), che lasciavano anche intuire come successivamente sarebbe riuscito a superare questo conflitto interiore. Nel 1963 gli fu conferito il premio Ella Lyman Cabot Trust per la sua opera scultorea, cui si aggiunse una somma di duemila dollari per continuare le sperimentazioni con la resina poliestere. Tuttavia la fine del periodo di Atlanta fu segnata dalla delusione e dalla frustrazione, oltre che dal divorzio da Janice Roche e dalla separazione dal figlio.

 

terza parte

Arte contemporanea