Percorso: Home/Duane Hanson

parte quarta

Ero interessato al simbolismo della violenza

Sempre nel 1967, in un atelier un po' più spazioso a Opa-Locka, Hanson creò Gangland Victim (Vittima di una gang), ossia il corpo incatenato e mutilato di un annegato, già in fase di decomposizione, attaccato a un blocco di ferro destinato a trattenerlo sul fondo di qualche fiume americano: una denuncia del crimine organizzato. L'anno successivo Hanson ricevette per quest'opera il Florida State Fair Award of Merit e il membro della giuria George Segal fu il più prodigo di elogi. Anche in Motorcycle Accident (Incidente motociclistico) del 1967 Hanson voleva dire qualcosa sulla morte.

   "Per fare il calco ho messo in posa un modello avviluppato alla moto rovesciata, poi ho spezzato braccia e gambe del calco. Non mi preoccupavo che la figura fosse rifinita nei dettagli. Ero più interessato al simbolismo della morte e della violenza." L'opera, anch'essa premiata, fece sensazione allorché fu chiesto che, assieme a Gangland Victim, venisse esclusa da una mostra al Bicardi Museum di Miami.

   Ci furono proteste cittadine, intervennero i media, furono coinvolti critici e la scena artistica della Florida, finché il direttore del Miami Art Museum, sostenitore di Hanson, propose di esporre le opere nel proprio museo. "Il giorno dell'installazione delle sculture io mi sono sposato e sono partito in luna di miele per una decina di giorni. Quando siamo tornati ci aspettava una pila di articoli di giornali." Trash (Rifiuti, 1967), dove si vede un neonato morto in un bidone di rifiuti, e Pietà (1968), che rappresenta un uomo di colore morto fra le braccia di una giovane donna, citando nella sua composizione immagini devozionali storiche - più tardi Hanson distrusse quest'opera - segnarono la conclusione del suo periodo di critica politico-sociale, periodo in cui nel suo lavoro di scultore erano confluiti la sua visione critica profondamente radicata, la sua coscienza sociale, la sua epoca, ma certamente anche lo spirito degli anni sessanta, il movimento di protesta, la guerra del Vietnam e la generale situazione di scontentezza.

   Da quel momento in poi Duane Hanson si concentrò sempre più su individui singoli, sul loro aspetto tipico, quasi caricaturale e comico, e su atteggiamenti e pose visibili, spesso rappresentativi dell'intera nazione. Al tempo stesso cercò di rendere più drammatiche le sue figure tramite l'effetto del "movimento istantaneo".

DH-football.jpg (23455 byte)Un primo tentativo in questo senso è già evidente in Race Riot; seguì nel 1968 Football Players (Giocatori di football), in cui tre atleti sono selvaggiamente e quasi teatralmente avviluppati attorno alla palla, quasi come in un tableau. Da quel momento in poi Duane Hanson si concentrò sempre più su individui singoli, sul loro aspetto tipico, quasi caricaturale e comico, e su atteggiamenti e pose visibili, spesso rappresentativi dell'intera nazione. Al tempo stesso cercò di rendere più drammatiche le sue figure tramite l'effetto del "movimento istantaneo". Un primo tentativo in questo senso è già evidente in Race Riot; seguì nel 1968 Football Players (Giocatori di football), in cui tre atleti sono selvaggiamente e quasi teatralmente avviluppati attorno alla palla, quasi come in un tableau.

   L'effetto shock delle sue sculture, le polemiche di cui si fecero portavoce i media e la conseguente pubblicità fecero diventare famoso Hanson in Florida, ma negli altri stati l'artista era ancora un perfetto sconosciuto. Gli amici gli consigliavano di mettersi in contatto con importanti gallerie newyorkesi, di inviare loro diapositive delle sue opere, perché era New York a consacrare la fama di un artista. Dopo lunghe riflessioni Hanson inviò del materiale alla Leo Castelli Gallery.

   Leo Castelli e Ivan Karp avevano fortemente contribuito al successo della pop art promuovendo artisti come Roy Lichtenstein, Robert Rauschenberg, Jasper Johns, Tom Wesselmann, Andy Warhol, James Rosenquist e Mel Ramos. La reazione di Ivan Karp alla lettera di Hanson fu particolarmente positiva: gli scrisse lettere incoraggianti, nel 1969 organizzò la sua partecipazione a una mostra al Whitney Museum e infine lo persuase a trasferirsi a New York in modo da poterlo seguire più da vicino. Nel 1969 Duane Hanson prese casa in un grande studio al 17 di Bleeker Street insieme alla giovane e bella moglie Wesla Host, una danese conosciuta a Miami. Il futuro era ricco di speranze, New York era eccitante e piena di contrasti.

   L'edificio in cui abitava Hanson sorgeva di fronte a una chiesa cattolica dove i senzatetto potevano trovare ogni giorno un pasto caldo. "Guardavo fuori dalla finestra e li vedevo. Si riempivano d'alcool durante il giorno e se ne stavano distesi sul marciapiede di fronte alla nostra porta... È scioccante vedersi davanti queste persone che vivono sulla strada... Dovevo fare qualcosa."

   Nacque così Bowery Derelicts (I derelitti di Bowery, 1969), la sua ultima installazione di critica sociale, comprendente più figure, e una delle sue opere più importanti. Tre barboni ubriachi e trasandati giacciono in mezzo alle immondizie e alle bottiglie vuote, in un ambiente così realistico che quasi se ne avverte l'odore. Vale la pena ricordare che Hanson modellò le teste delle figure mentre i corpi erano calchi di modelli. In confronto ad altre sculture, la disposizione e i gesti di queste sono molto più semplificati. Con quest'opera Hanson si rese finalmente conto che quando rappresentava problemi sociali come la violenza, la criminalità o la sofferenza e la miseria, denunciandoli nel modo diretto ed espressivo tipico delle sue prime opere, l'attenzione si concentrava sempre sui temi stessi e non sulla loro elaborazione e trasformazione artistica in sculture tridimensionali.Nei successivi quattro anni trascorsi a New York, fino al 1973, Hanson produsse oltre venticinque sculture, per la maggior parte raffiguranti americani "tipici" che conducono esistenze del tutto normali. "Perché non prendere il tizio seduto proprio accanto a me, i fatti che succedono, ciò che vedo alla televisione e sui giornali?"
Talvolta le pose e i gesti dei suoi individui di plastica erano ancora impostati dall'effetto del "movimento istantaneo", come nei casi della figura che avanza con passo di marcia del Baton Twirler (Majorette, 1971), del Rock Singer (Cantante rock, 1971) o anche dei Boxers (Pugili, 1971). Ma Hanson realizzò che il movimento "congelato" risultava troppo controllato, come nel suo Woman Cleaning Rug (Donna che pulisce il tappeto, 1971), togliendo all'opera realismo e forza persuasiva, mentre una scultura come Seated Artist (Artista seduto, 1971) manteneva una forte carica di energia e una maggiore espressività. La gamma dei suoi nuovi motivi spaziava ora dalle caricature comiche - per esempio Bunny (Coniglietta, 1970), una satira della febbre del "Playboy" americano, i primi Tourists (Turisti, 1970), Supermarket Shopper (Cliente del supermercato, 1970), Housewife (Casalinga, 1970) o anche Sunbather (Bagnante al sole, 1971) - al Reclining Man Drinking (Uomo che beve accovacciato, 1972): una risposta assolutamente seria al problema dell'alcolismo. A metà fra questi due opposti c'erano sculture come Hard Hat (Operaio edile, [ma controllare con la foto ???], 1970), Businessman (Uomo d'affari, 1971) e Lady with Shopping Bags (Donna con le borse della spesa, 1972), che in seguito l'avrebbero reso famoso.

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