Un primo tentativo
in questo senso è già evidente in Race Riot; seguì nel 1968 Football Players (Giocatori
di football), in cui tre atleti sono selvaggiamente e quasi teatralmente avviluppati
attorno alla palla, quasi come in un tableau. Da quel momento in poi Duane Hanson si
concentrò sempre più su individui singoli, sul loro aspetto tipico, quasi caricaturale e
comico, e su atteggiamenti e pose visibili, spesso rappresentativi dell'intera nazione. Al
tempo stesso cercò di rendere più drammatiche le sue figure tramite l'effetto del
"movimento istantaneo". Un primo tentativo in questo senso è già evidente in
Race Riot; seguì nel 1968 Football Players (Giocatori di football), in cui tre atleti
sono selvaggiamente e quasi teatralmente avviluppati attorno alla palla, quasi come in un
tableau.
L'effetto
shock delle sue sculture, le polemiche di cui si fecero portavoce i media e la conseguente
pubblicità fecero diventare famoso Hanson in Florida, ma negli altri stati l'artista era
ancora un perfetto sconosciuto. Gli amici gli consigliavano di mettersi in contatto con
importanti gallerie newyorkesi, di inviare loro diapositive delle sue opere, perché era
New York a consacrare la fama di un artista. Dopo lunghe riflessioni Hanson inviò del
materiale alla Leo Castelli Gallery.
Leo Castelli e
Ivan Karp avevano fortemente contribuito al successo della pop art promuovendo artisti
come Roy Lichtenstein, Robert Rauschenberg, Jasper Johns, Tom Wesselmann, Andy Warhol,
James Rosenquist e Mel Ramos. La reazione di Ivan Karp alla lettera di Hanson fu
particolarmente positiva: gli scrisse lettere incoraggianti, nel 1969 organizzò la sua
partecipazione a una mostra al Whitney Museum e infine lo persuase a trasferirsi a New
York in modo da poterlo seguire più da vicino. Nel 1969 Duane Hanson prese casa in un
grande studio al 17 di Bleeker Street insieme alla giovane e bella moglie Wesla Host, una
danese conosciuta a Miami. Il futuro era ricco di speranze, New York era eccitante e piena
di contrasti.
L'edificio in
cui abitava Hanson sorgeva di fronte a una chiesa cattolica dove i senzatetto potevano
trovare ogni giorno un pasto caldo. "Guardavo fuori dalla finestra e li vedevo. Si
riempivano d'alcool durante il giorno e se ne stavano distesi sul marciapiede di fronte
alla nostra porta... È scioccante vedersi davanti queste persone che vivono sulla
strada... Dovevo fare qualcosa."
Nacque così
Bowery Derelicts (I derelitti di Bowery, 1969), la sua ultima installazione di critica
sociale, comprendente più figure, e una delle sue opere più importanti. Tre barboni
ubriachi e trasandati giacciono in mezzo alle immondizie e alle bottiglie vuote, in un
ambiente così realistico che quasi se ne avverte l'odore. Vale la pena ricordare che
Hanson modellò le teste delle figure mentre i corpi erano calchi di modelli. In confronto
ad altre sculture, la disposizione e i gesti di queste sono molto più semplificati. Con
quest'opera Hanson si rese finalmente conto che quando rappresentava problemi sociali come
la violenza, la criminalità o la sofferenza e la miseria, denunciandoli nel modo diretto
ed espressivo tipico delle sue prime opere, l'attenzione si concentrava sempre sui temi
stessi e non sulla loro elaborazione e trasformazione artistica in sculture
tridimensionali.Nei successivi quattro anni trascorsi a New York, fino al 1973, Hanson
produsse oltre venticinque sculture, per la maggior parte raffiguranti americani
"tipici" che conducono esistenze del tutto normali. "Perché non prendere
il tizio seduto proprio accanto a me, i fatti che succedono, ciò che vedo alla
televisione e sui giornali?"
Talvolta le pose e i gesti dei suoi individui di plastica erano ancora impostati
dall'effetto del "movimento istantaneo", come nei casi della figura che avanza
con passo di marcia del Baton Twirler (Majorette, 1971), del Rock Singer (Cantante rock,
1971) o anche dei Boxers (Pugili, 1971). Ma Hanson realizzò che il movimento
"congelato" risultava troppo controllato, come nel suo Woman Cleaning Rug (Donna
che pulisce il tappeto, 1971), togliendo all'opera realismo e forza persuasiva, mentre una
scultura come Seated Artist (Artista seduto, 1971) manteneva una forte carica di energia e
una maggiore espressività. La gamma dei suoi nuovi motivi spaziava ora dalle caricature
comiche - per esempio Bunny (Coniglietta, 1970), una satira della febbre del
"Playboy" americano, i primi Tourists (Turisti, 1970), Supermarket Shopper
(Cliente del supermercato, 1970), Housewife (Casalinga, 1970) o anche Sunbather (Bagnante
al sole, 1971) - al Reclining Man Drinking (Uomo che beve accovacciato, 1972): una
risposta assolutamente seria al problema dell'alcolismo. A metà fra questi due opposti
c'erano sculture come Hard Hat (Operaio edile, [ma controllare con la foto ???], 1970),
Businessman (Uomo d'affari, 1971) e Lady with Shopping Bags (Donna con le borse della
spesa, 1972), che in seguito l'avrebbero reso famoso.
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