Su proposta del Presidente dell'Associazione
Akkuaria, il Consiglio Direttivo ha deliberato la nomina di
Geo Vasile, Ambasciatore della Romania, affidandogli
il compito di essere portavoce di nostri valori etici,
artistici e culturali.
Con l'occasione porgiamo le nostre
felicitazioni e attestazioni di stima.
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Geo Vasile è
nato a Bucarest il 21 giugno 1942.
Laureato
del Collegio S. Sava; negli anni ’60, segue i corsi
dell’Università di Bucarest, Istituto di Lingue e Letterature
Straniere, Facoltà di lingua e letteratura italiana e romena,
dove ebbe tra i professori illustri personalità come Nina Façon,
Alexandru Balaci, George Lazarescu, Doina Derer, Marco Cugno
ecc. La sua tesi di laurea è stata il primo studio del mondo
accademico rumeno sulla poesia e la prosa di Cesare Pavese.
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ALLA
SCOPERTA DELLE
Terre e Radici DEI POPOLI DEL
MONDO
Collana di letteratura internazionale
d’interesse e scambio linguistico-letterario
DA MIORIZZA A CRISTIAN POPESCU
Florilegio di poesia romena moderna e contemporanea
a cura di Geo Vasile
Tra i poeti presenti: Mihai Eminescu, George Bacovia, Ion Vinea,
Gellu Naum, Mircea Ivănescu, Nichita Stănescu, Marin Sorescu,
Mihai Ursachi, Cezar Ivănescu, Virgil Mazilescu, Daniel Corbu,
Gellu Dorian, Ion Mureşan, Aurel Dumitraşcu, Cristian Popescu
Quest’antologia di saggi, testi poetici e lirici romeni ambisce
ad essere un repertorio di poesia moderna e post-moderna, cioè
ulteriore ai nostri classici, come Vasile Alecsandri, George
Cosbuc, Octavian Goga, e anche ad alcuni grandi interbellici già
conosciuti in Italia come Tudor Arghezi (grazie a Salvatore
Quasimodo), o Lucian Blaga (grazie al compianto ex professore di
lingua e letteratura romena presso parecchie cattedre d’Italia,
Marin Mincu).
Trattandosi tuttavia di un compendio di poesia romena destinata
ad un lettore straniero, non abbiamo potuto fare a meno di
proporre il nostro più antico testo poetico anonimo chiamato
Miorizza (ballata pastorale epica a doppia origine: dacica e
cristica, che la dice lunga sulla civiltà e cultura romena
nell’ambito dei popoli sud-est e centro-europei. Lo stesso
motivo ci ha fatto includere Mihai Eminescu (1850-1889),
conosciuto come l’ultimo romantico europeo, tradotto a suo
tempo, tra gli altri, dal grande romenista, il prof. Ramiro
Ortiz; sempre all’opera di Eminescu, l’autore della prima
rivoluzione del linguaggio poetico romeno, la più illustre
romenista d’Italia, Rosa del Conte, ha dedicato un volume di
oltre 400 pagine, Eminescu o dell’assoluto.
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Stefan Luchian

Nasce in un villaggio della
Moldavia, figlio di Dumitru Luchian, ufficiale
militare, ed Elena Chiriacescu. La vocazione del futuro
pittore si manifesta dall'infanzia resistendo agli
sforzi della madre di iscriverlo ad una scuola militare.
Nel
1873 la famiglia si sposta a Bucarest e Stefan si
iscrive nel
1885 al corso di pittura della Scuola delle Belle
Arti, che termina nel
1889 ottenendo la medaglia di bronzo per un ritratto
e per uno studio di natura. Il suo maestro è stato, in
questo periodo di formazione,
Nicolae Grigorescu, che l'ha incoraggiato senza
impedire il libero sviluppo della sua personalità.
Nell'autunno dell'anno
1889 parte per
Monaco dove studia due semestri alla
Accademia delle belle arti eseguendo copie da opere
di
Correggio e
Rembrandt che si trovavano al museo dell'arte. Torna
in Romania nel
1890 e partecipa alla prima esposizione della
società d'arte che si chiamava "Il Circolo Artistico" (Cercul
artistic). Parte l'anno seguente per
Parigi dove studia alla
Accademia Julian e conosce nei musei e alle
esposizioni la vita artistica parigina che in questo
periodo si trova in piena effervescenza
impressionistica.
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Aprile 2011 Geo Vasile a Catania
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Geo
Vasile
Ninfe&Kimere
di Gabriella Rossitto
Potremmo cominciare col dire che la lettura
del volume Ninfe&Kimere non è facile, tutt’altro. Si
tratta di un percorso impegnativo, per le tematiche e per la
struttura, per il respiro di un tragitto che risulta spesso
accidentato. Eppure questo non è un limite perché, come accade
sovente con le opere poetiche, si rendono necessarie più
frequentazioni: leggere, ma poi rileggere e tornare a quei versi
che ancora sapranno rivelarci qualcosa di nuovo. Poesia dotta,
colta, quella di Geo Vasile, densa di rimandi e citazioni, che
riporta echi dalle Sacre Scritture e dal mito. Il mito,
soprattutto, come già il titolo ci induce a intuire, è
l’architettura portante di questa silloge. I nomi delle Ninfe
adombrano certamente quelli delle ragazze alle quali i versi
sono stati dedicati, fanciulle di campagna fino a un attimo
prima e poi perdute in un vicolo cieco da cui non si può più
evadere.
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