Stefan Luchian

Nasce in un villaggio della
Moldavia, figlio di Dumitru Luchian, ufficiale
militare, ed Elena Chiriacescu. La vocazione del futuro
pittore si manifesta dall'infanzia resistendo agli
sforzi della madre di iscriverlo ad una scuola militare.
Nel
1873 la famiglia si sposta a Bucarest e Stefan si
iscrive nel
1885 al corso di pittura della Scuola delle Belle
Arti, che termina nel
1889 ottenendo la medaglia di bronzo per un ritratto
e per uno studio di natura. Il suo maestro è stato, in
questo periodo di formazione,
Nicolae Grigorescu, che l'ha incoraggiato senza
impedire il libero sviluppo della sua personalità.
Nell'autunno dell'anno
1889 parte per
Monaco dove studia due semestri alla
Accademia delle belle arti eseguendo copie da opere
di
Correggio e
Rembrandt che si trovavano al museo dell'arte. Torna
in Romania nel
1890 e partecipa alla prima esposizione della
società d'arte che si chiamava "Il Circolo Artistico" (Cercul
artistic). Parte l'anno seguente per
Parigi dove studia alla
Accademia Julian e conosce nei musei e alle
esposizioni la vita artistica parigina che in questo
periodo si trova in piena effervescenza
impressionistica.
Il quadro "Ultima corsa d'autunno" (Ultima cursă de
toamnă) mostra l'evidente influenza di
Manet e
Degas ma anche l'eco delle predilezioni mondane, che
Luchian continuerà a manifestare per un periodo anche a
Bucarest.
La maturità tra malattia e povertà[modifica]
Tornato a nella capitale rumena sarà nel
1896 il principale iniziatore dell'"Esposiozione
degli artisti indipendenti" (Expoziţia artiştilor
independenţi) che si aprirà anche di fronte al
Salonul Oficial. Si iscrive ad un concorso per
occupare la cattedra di pittura della Accademia delle
Belle Arti di
Jassy dal quale si ritira protestando contro
presunte macchinazioni che vi erano dietro. Nel
1900 partecipa con due
pastelli alla "Esposizione Universale di Parigi".
Nello stesso anno appaiono le prime manifestazioni di
una affezione al midollo spinale (sclerosi
multipla) che dopo miglioramenti alterni lo lasciano
infermo per tutta la vita. La sorte è contro di lui la
malattia e la povertà materiale lo accompagnarono per
sempre. Continua però a lavorare con frenesia e fino al
1915 espone senza interruzioni. Presenza eminente
nella vita artistica dell'epoca, Luchian non conosce il
successo per molto tempo cosìcché nella sua esposizione
del
1905 l'unico compratore di un suo quadro è stato il
pittore Grigorescu. Un gruppo ristretto di ammiratori ed
amici lo acclamano, però la sua condizione di vita
continua ad essere molto precaria.
Dal
1909 fino alla sua morte sarà paralizzato dalla
malattia. Aveva fissato, però, nella sua memoria gli
splendidi e brillanti colori del paesaggio rumeno che
rappresenterà in una intera serie di opere: reali
miracoli di semplicità e finezza, di sintesi cromatica
ed archittetturale delle forme, di colori brillanti e
delicati allo stesso tempo.
Alla tecnica dell'olio Luchian mette insieme per il
paesaggio e per molte delle nature morte con i fiori il
pastello col quale arriva ad una maestria
ineguagliabile. La fluidità dei contorni e la
delicatezza di velluto dei petali sono stati evocati da
lui nel miglior modo possibile con la tecnica del
pastello. Luchian aveva cominciato a dipingere fiori
anche prima della malattia, ma solo dal
1908 egli si concentra in questa direzione con tutta
la sua energia creativa, con tutta la sua passione, per
la natura con tutto l'amore per la vita e per la
bellezza che aveva. Ecco perché i fiori di Luchian hanno
quella intensità quasi drammatica del sentimento, quella
luce interiore, quella semplicità grave che fanno molti
di loro reali capolavori ("Gli anemoni" (Anemonele)
ne è un esempio).
Luchian è morto il 28 giugno del 1916 e negli ultimi
periodi della sua vita, non essendo più capace di tenere
il pennello avendo le dita paralizzate, chiedeva a
qualcun altro di legarglielo al polso.
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