L’Indonesia
Forse è un paese poco conosciuto, qualcuno non sa
neppure dove si trova eppure è uno dei paesi più grandi
del mondo, per l’esattezza il quarto paese più popoloso
della Terra, composto da 17000 isole, tra l’Oceano
Indiano e l’Oceano Pacifico, a cavallo dell’Equatore, e
quindi con un clima perennemente caldo, caratterizzato
solo dal ciclo monsonico con una stagione arida ed una
stagione piovosa.
L’Indonesia potrebbe essere un paese ricchissimo, per
via delle sue risorse naturali: petrolio, minerali,
legno, riso e cereali. Tuttavia è ancora è un paese
essenzialmente povero e le condizioni di vita sono
difficili per la maggior parte della popolazione, sia
nelle isole più sperdute sia nelle grandi città o nella
megalopoli di Jakarta. La popolazione è costituita
all’85% da musulmani, ma convivono più o meno in pace
anche un 9% di cristiani (cattolici e protestanti) più
minoranze induiste, soprattutto a Bali. Oltre a queste
divisioni, ci sono divisioni etniche, le lingue parlate
sono centinaia. La Repubblica Indonesiana si fonda
quindi sui concetti di Unità nella diversità, ma a volte
le tensioni esplodono in violenze tremende, soprattutto
tra gruppi religiosi più radicali (ad esempio nella zona
di Aceh, nelle isole Molucche e a Timor).
In generale la popolazione è molto giovane, il tasso di
crescita demografico è altissimo e, nonostante le
difficoltà e la povertà, la globalizzazione fa sì che
nelle grandi città i centri commerciali vengano su come
funghi, anche se le strutture sociali non sono
all’altezza di questo tipo di crescita.
L’Indonesia è un paese pieno di contraddizioni e
Giacarta ne è l’emblema: i modernissimi grattacieli sedi
delle banche e delle società multinazionali si ergono
tra le distese dei “kampung”, agglomerati di case basse,
ammassate, senza strade, con servizi igienici precari,
con fogne a cielo aperto. I becak (biciclette adattate
per portare le persone) o i bajai (piccoli mezzi a
motore, molto inquinanti e rumosori) contendono le ampie
strade a 8 corsie a lussuose auto giapponesi ed
americane.
Semarang ha 1.400.000 abitanti circa ed è la quinta
città dell’Indonesia; situata nella provincia centrale
della isola di Giava (Jawa Tengah) ha un grosso porto
commerciale dal quale partono i container pieni di
mobili per l’Europa e di legno per gli altri paese
dell’area, dove si fabbricano mobili (Cambogia, Viet Nam,
Myammar).
Simpang Lima è il cuore moderno della città, un’ampia
piazza da cui partono 5 strade, piena di alberghi e
ricchi centri commerciali. A poca distanza il vecchio
centro coloniale della città, con il Pasar Johar (il
mercato), la stazione ferroviaria e le strade che alla
prima pioggia diventano dei grandi pantani. In un
sobborgo di Semarang c’è l’istituto in cui vive il
bambino di Daniele, assieme ad altri 70 bambini e
ragazzi, ciascuno con una situazione difficile, o
completamente soli, o con famiglie che non riescono a
mantenerli, oppure con piccoli handicap fisici o
mentali. Dall’istituto dipende anche la piccola scuola
elementare, molto povera, ma dignitosa, frequentata sia
dai bambini dell’istituto sia da altri bambini della
zona.

L'Indonesia è uno
Stato del
sud-est asiatico. Composto da circa 17.000 isole, è
il più grande
Stato-arcipelago
del mondo. Con una popolazione di 222 milioni di
abitanti nel
2006,
è il quarto paese più popoloso della
Terra e il paese più popoloso a maggioranza
musulmana, ma non è presente alcun riferimento all’Islam
nella
costituzione indonesiana. L'Indonesia è una
repubblica, con una propria legislatura eletta e con
un presidente. La
capitale nazionale è la
città di
Giacarta. Le frontiere terrestri del paese sono con
Malesia nell'isola
del
Borneo, con
Papua Nuova Guinea nell'isola di
Nuova Guinea, e con
Timor Est nell'isola di
Timor. Altri paesi vicini includono
Singapore,
Filippine,
Australia, e il territorio indiano delle Isole
Andamane e Nicobare.
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